La lista “Valle d’Aosta aperta”, composta da trentacinque candidati provenienti da Area Democratica Gauche Autonomiste, Adu Ambiente Diritti Uguaglianza, Uniti a sinistra-Prc/Rs e Movimento 5 Stelle, si presenta come un’alternativa strutturale al panorama politico regionale, un baluardo contro le derive conservatrici, il consolidamento dello status quo e le pratiche clientelari che hanno, per troppo tempo, privilegiato interessi specifici a scapito del bene comune.
Questo posizionamento, espresso chiaramente durante l’avvio della campagna elettorale a Verrès, non è una semplice critica, ma una proposta di rottura con modelli obsoleti e insostenibili.
L’impegno concreto per la tutela del Vallone di Cime Bianche incarna questo spirito di cambiamento.
Più che una questione ambientale, si tratta di un principio di legalità, di aderenza al diritto europeo e, soprattutto, di un profondo amore per la Valle d’Aosta, un territorio che non può essere sacrificato sull’altare di logiche speculative e di interessi transnazionali.
La Valle d’Aosta, forte di un significativo avanzo di 280 milioni di euro, possiede le risorse necessarie per affrontare le sfide sociali ed economiche, ma è cruciale che queste risorse siano distribuite con equità e lungimiranza.
La priorità deve essere data all’edilizia popolare a canone moderato, al miglioramento del sistema di riscaldamento domestico (un “bon chauffage” per tutti), e al sostegno delle famiglie che si prendono cura di anziani e persone vulnerabili.
Si tratta di politiche mirate a rafforzare il tessuto sociale e a garantire una maggiore resilienza per le fasce più deboli della popolazione.
La lista “Valle d’Aosta aperta” riconosce che le dinamiche globali esercitano un impatto diretto sulla realtà regionale.
La crisi del sistema sanitario, derivante da scelte progettuali discutibili come l’ampliamento di una struttura esistente invece della costruzione di un nuovo polo ospedaliero, è una diretta conseguenza di questa interconnessione.
Allo stesso modo, la persistente precarietà lavorativa e le discriminazioni che colpiscono categorie professionali essenziali come i vigili del fuoco e i forestali, riflettono un quadro economico e sociale più ampio, caratterizzato da disuguaglianze e sfruttamento.
Un focus particolare è dedicato alla scuola pubblica, soffocata da una cronica carenza di infrastrutture adeguate, tra aule insufficienti e palestre inesistenti.
La leadership regionale deve abbandonare un modello di sviluppo basato sul cemento e sull’invasività nei confronti del territorio montano, privilegiando al contrario un approccio sostenibile che supporti l’agricoltura locale, l’agriturismo e soluzioni innovative a basso impatto ambientale, in linea con gli obiettivi di sicurezza e resilienza climatica.
La sfida non è semplicemente preservare il paesaggio, ma costruire un futuro in armonia con la natura, valorizzando le risorse locali e garantendo una qualità di vita dignitosa per tutti i cittadini valdostani.
La visione di “Valle d’Aosta aperta” è quella di una regione prospera, equa e sostenibile, capace di affrontare le sfide del futuro con coraggio e determinazione.
