Un inverno di resistenza: le riprese di “Se venisse anche l’inferno” nel cuore delle AlpiSaumont, incastonata nel paesaggio aspro e suggestivo del Parco Nazionale del Gran Paradiso, fa da sfondo all’inizio delle riprese di “Se venisse anche l’inferno”, un’opera cinematografica che promette di scavare nel cuore di una delle pagine più buie e silenziose della Resistenza italiana.
Prodotto da Echivisivi in collaborazione con Solaria Film e MYmovies, il film segna un importante traguardo per la casa di produzione, seguendo il successo critico e di pubblico di “Prima della fine.
Gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer”, un progetto che ha lasciato il segno nel panorama cinematografico recente.
La narrazione si concentra su Gio, un partigiano costretto a confrontarsi con l’abbandono e la solitudine dopo un violento rastrellamento nazi-fascista che disperde il suo gruppo.
Abbandonato a sé stesso in un rifugio alpino, si trova di fronte all’implacabile inverno del 1944, un periodo climatico che si rivelò particolarmente severo, amplificando le sofferenze già causate dal conflitto bellico.
La troupe si sposterà poi in un alpeggio dislocato a quasi duemila metri di altitudine, presso l’Arp De Praz, nel comune di Doues, un luogo che incarna l’isolamento e la durezza della vita montana durante la guerra.
“Se venisse anche l’inferno” si propone di esplorare non solo la dimensione fisica della sopravvivenza in condizioni estreme, ma anche la resilienza dello spirito umano di fronte all’orrore e alla perdita.
Il film ambisce a restituire alla memoria la storia di chi, spesso dimenticato, ha pagato un prezzo altissimo per la libertà.
La produzione beneficia del contributo della Fondazione Film Commission Vallée d’Aoste e del sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission, a testimonianza dell’interesse a valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico di queste regioni.
Il cast è un mix di volti noti e nuove promesse del cinema italiano.
Luca Tanganelli, rivelazione emergente, assume per la prima volta il ruolo da protagonista, affiancato da Luca Vergoni, che ha recentemente brillato alla Mostra del Cinema di Venezia.
Giorgio Colangeli interpreta un giovane internato scappato dai campi di concentramento, portando sullo schermo una testimonianza toccante della barbarie nazista.
Giusi Merli incarna la figura emblematica della vedova di guerra, simbolo del dolore e della sofferenza che hanno segnato un’intera generazione.
A sorpresa, partecipa al film anche il cantautore Cisco (Stefano Bellotti), voce iconica di “Bella ciao”, che porta con sé la potenza e la carica emotiva di una delle canzoni più rappresentative della Resistenza.
Completano il cast gli attori valdostani Alice Vierin, Andrea Damarco e Giada Bessone, che contribuiscono a restituire autenticità e veridicità alla narrazione.
La sceneggiatura, frutto dell’estro originale di Samuele Rossi, è stata sviluppata in collaborazione con Lorenzo Bagnatori, con l’obiettivo di creare un’opera che sia al contempo fedele alla storia e capace di emozionare e far riflettere il pubblico.
“Se venisse anche l’inferno” si configura come un’immersione profonda in un periodo cruciale della storia italiana, una riflessione sulla forza della resistenza e sulla capacità dell’uomo di trovare speranza anche nelle tenebre più profonde.
