Valle d’Aosta: Manfrin critica il bilancio, serve un cambio di rotta.

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La recente presentazione delle leggi di bilancio regionali per la Valle d’Aosta ha acceso un acceso dibattito, con il consigliere Andrea Manfrin (Lega Vda), relatore di minoranza, che ha sollevato criticità profonde e suggerito un ripensamento strategico dell’approccio finanziario regionale.

L’analisi di Manfrin evidenzia un quadro complesso, caratterizzato da un pressante deficit di investimenti sociali mirati e un sostegno insufficiente per le fasce di popolazione più vulnerabili, aggravati da un contesto di ristrettezza finanziaria complessiva.
L’esposizione di Manfrin non si limita a una mera constatazione di carenza di risorse, ma punta il dito contro una dipendenza eccessiva da finanziamenti esterni, un problema strutturale che mina l’autonomia decisionale della Regione.

La spesa corrente, rigida e inalterata, soffoca la capacità di indirizzare fondi verso interventi innovativi e sostenibili.

L’assenza di misure corpose e mirate per alleggerire il carico fiscale, ostacola la vitalità del tessuto economico privato, limitando la crescita e l’attrattività del territorio.
Le sfide demografiche, ambientali ed economiche che la Valle d’Aosta si trova ad affrontare richiedono risposte strutturali e lungimiranti, che vadano oltre la mera gestione di emergenze.
L’invecchiamento della popolazione, la necessità imperativa di proteggere e valorizzare un ambiente fragile, e l’esigenza di rafforzare la competitività del sistema regionale, impongono scelte coraggiose e investimenti strategici.

Il bilancio attuale, con il suo approccio prevalentemente conservativo, rischia di perpetuare gli squilibri preesistenti e di compromettere il futuro della regione.
La contabilizzazione pluriennale degli investimenti, pur garantendo una certa trasparenza sull’impegno finanziario, cela spesso ritardi nell’esecuzione dei progetti.
La diminuzione del Fondo pluriennale vincolato, un segnale allarmante che passa da 217 milioni nel 2026 a un magro 8 milioni nel 2028, testimonia un progressivo indebolimento degli interventi strutturali.
L’utilizzo anticipato dell’avanzo di amministrazione vincolato, una misura tampone di 23 milioni per il 2026, non è sufficiente a compensare la contrazione delle risorse disponibili.
Il consigliere Manfrin, pur riconoscendo la stabilità formale del documento di bilancio, ne contesta l’adeguatezza rispetto alle reali necessità della Valle d’Aosta.

Auspica, con forza, l’accoglimento di emendamenti che promuovano una maggiore equità sociale, un’efficienza amministrativa più stringente e una maggiore autonomia finanziaria, sollecitando un dibattito costruttivo e libero da condizionamenti ideologici, finalizzato a definire un bilancio che sia realmente al servizio del bene comune e del futuro della regione.
La necessità di un cambio di paradigma nella gestione finanziaria regionale appare sempre più urgente e imprescindibile.