Bari, l’indagine sul voto di scambio sarà portata all’attenzione dell’Antimafia.

Date:

09 aprile 2024 – 17:59

L’organo legislativo bicamerale presieduto da Chiara Colosimo ha richiesto la documentazione relativa alle indagini sulla città capoluogo della Puglia, noncheeacute; su quelle più recenti di Torino e Palermo, riguardanti la compravendita di voti elettorali o il voto di scambio. Entro la fine del mese di aprile potrebbero essere interrogati il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il sindaco di Bari, Antonio Decaro. I documenti dell’inchiesta sottoposti all’esame della commissione antimafia fanno riferimento all’operazione Codice Interno che ha portato a oltre cento arresti nelle settimane passate: tra i reati contestati figura anche la corruzione elettorale.In Puglia sono state condotte principalmente due inchieste che hanno coinvolto sia l’amministrazione comunale che quella regionale di orientamento centrosinistra. La prima indagine ha coinvolto in parte anche il consiglio comunale, poicheeacute; tra gli arrestati con l’accusa di voto di scambio figura Maria Carmen Lorusso, consigliera eletta nel 2019 con una lista di centrodestra poi passata alla maggioranza aderendo al gruppo Sud al Centro. A seguito di questa vicenda, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva annunciato l’avvio delle procedure per valutare lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose.Nella seconda inchiesta condotta dalla procura di Bari è stata presa sotto esame l’assessora ai Trasporti della regione Puglia, Anita Maurodinoia del Partito Democratico successivamente dimessasi, accusata a sua volta di voto di scambio. Sono state emesse misure cautelari nei confronti di altre nove persone, tra cui Sandro Cataldo, marito della Maurodinoia e referente del movimento politico Sud al Centro, e Antonio Donatelli, sindaco del comune di Triggiano in provincia di Bari.Nell’ambito dell’indagine su Torino concernente la corruzione elettorale emerge la figura dell’ex esponente del Psi Salvatore Gallo, attualmente membro del Partito Democratico noncheeacute; padre del consigliere regionale Raffaele e dell’ex assessore Stefano. Secondo le accuse mosse nei suoi confronti, Gallo avrebbe ricevuto pasti gratuiti dalla società dell’autostrada Torino-Bardonecchia dove lui e i suoi sostenitori viaggiavano senza spese. In cambio offriva piccoli favori: interventi chirurgici saltando le liste d’attesa, accelerazione delle pratiche urbanistiche o spostamento dei cassonetti e delle fermate del tram. Il tutto in cambio di voti a favore del Pd e dei suoi candidati.

 

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