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Terzo Ponte, Tragedia: Muore Assistente Capo Penitenziario

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Tragedia sul Terzo Ponte: Un Assistente Capo Penitenziario Strappato alla Vita, Ombre di Responsabilità e Profondo CordoglioUna notte di gennaio si è macchiata di dolore il territorio, con un incidente mortale che ha spezzato la vita di Alessandro Landriscina, 51 anni, Assistente Capo Coordinatore della Polizia Penitenziaria.

Il dramma, avvenuto lungo la statale 26, collega cruciale per la viabilità locale, ha visto scontrarsi frontalmente due veicoli, in circostanze ancora in fase di ricostruzione ma che suggeriscono una potenziale invasione di corsia come fattore determinante.

Alessandro Landriscina, figura rispettata e apprezzata nel contesto della Casa Circondariale di Ivrea, stava concludendo un turno di lavoro particolarmente gravoso, un servizio massimale 16-24 che spesso mette a dura prova le energie del personale penitenziario.
La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nella comunità professionale e nel suo nucleo familiare, composto da due figli ormai adulti.

L’impatto è stato fatale per Landriscina, mentre il conducente dell’altro veicolo, un uomo di trent’anni residente in zona, ha subito lesioni che, seppur non gravissime, hanno richiesto il ricovero in ospedale.
Le successive indagini, condotte dai Carabinieri, hanno rivelato un quadro inquietante: l’uomo era in stato di alterazione alcolica al momento dell’incidente.
Questo elemento ha portato all’arresto per omicidio stradale, sottolineando la gravità delle sue azioni e le tragiche conseguenze derivanti dall’irresponsabilità.

L’Organizzazione Autonoma Polizia Penitenziaria (OSAPP) ha espresso profondo cordoglio, evidenziando la perdita di un collega dedicato e mettendo in luce il costo umano che la Polizia Penitenziaria paga, anche al di fuori delle mura carcerarie.
Il comunicato sottolinea non solo il dolore per la perdita di Alessandro Landriscina, ma anche le implicazioni più ampie relative alle condizioni di lavoro e ai rischi che il personale penitenziario affronta quotidianamente.

L’incidente solleva interrogativi sullo stress lavorativo e sulla necessità di garantire misure di sicurezza adeguate anche durante gli spostamenti dei dipendenti pubblici.

Oltre al cordoglio, l’evento riapre un dibattito urgente sulla sicurezza stradale, sulla responsabilità individuale e sull’importanza di contrastare l’abuso di alcol e sostanze stupefacenti alla guida.

L’episodio getta un’ombra pesante sulla comunità, ricordando la fragilità della vita e l’impegno imprescindibile per prevenire simili tragedie, attraverso una combinazione di educazione, controlli più rigorosi e un profondo senso di responsabilità civica.

L’indagine proseguirà per chiarire tutti gli aspetti della vicenda, al fine di assicurare alla famiglia della vittima la giustizia e la verità.