(Adnkronos) – “Quello che mi mette nella posizione di svolgere il ruolo di leader per la transizione, in attesa che il popolo iraniano scelga il proprio futuro, è il sostegno di milioni di iraniani. Prima che interrompessero la connessione internet, in tutte le province del paese veniva citato un solo nome: il mio. Non ho iniziato ora, lo faccio da 46 anni. Considerati la mia posizione e il mio passato, le persone mi chiamano a milioni per le strade dell'Iran, chiedendomi di prendere la guida. Una volta che ci si sveglierà al mattino con il regime crollato e si entrerà in una nuova fase, penso che il mio primo atto sarà un appello al popolo, alla calma, alla disciplina affinché il processo di transizione si possa verificare. La cosa più importante che chiederò ai miei connazionali è di fidarsi del processo e di non reagire duramente sulla base della necessità di trovare vendetta o ritorsione, ma consentire al processo di svolgersi”. Lo ha dichiarato il principe Reza Ciro Pahlavi, figlio dello scià deposto dalla rivoluzione del 1979, durante un incontro organizzato ieri presso il Centro studi americani di Roma, in occasione della sua visita in Italia. Alla domanda sui rapporti con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Pahlavi ha risposto: “Se mi ha abbandonato? Non sono io l’oggetto del contendere. L'attenzione va sul popolo iraniano, devono essere loro a votare e scegliere il proprio futuro. Non sono io che mi candido alla carica. Qualunque leader, Trump o Meloni, non deve dimenticarsi di essere a favore della democrazia e del diritto del popolo iraniano a determinare il proprio futuro”. “Quello che sto cercando di fare è unificare il popolo su quattro principi fondamentali – ha proseguito Pahlavi – Innanzitutto l'integrità territoriale dell'Iran, che è molto importante per noi. Il secondo principio è la chiara separazione della religione dal governo, che è una condicio sine qua non per la democrazia. Il terzo elemento è il principio di uguaglianza di tutti i cittadini ai sensi della legge a prescindere dall’etnia o dalla religione. Posso guidare un governo transitorio dal giorno del crollo del regime fino all’elezione di un’assemblea costituente dove si terrà il dibattito politico. Sarà la maggioranza degli iraniani a decidere il futuro del paese, si tratti di una repubblica democratica o di una monarchia costituzionale. La mia posizione è assolutamente neutrale, il progetto costituzionale dovrà essere redatto, presentato e ratificato tramite referendum. Sostenere questo processo è il modo più veloce per avere una transizione stabile, ma soprattutto un esito democratico”.
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
Iran, Pahlavi: “Potrei guidare governo di transizione, no a vendette”

